Poiché in questa circostanza sono stata chiamata in causa sento e mi sembra opportuno esprimere ciò che penso dal momento che ho vissuto l’accaduto in prima persona. Prima di tutto voglio premettere una cosa: in volata con la signorina Ilenia Zizzo che per altro stimo sia come persona che come atleta, che vi piaccia o no, io non ho visto assolutamente nulla, ho pensato semplicemente a scattare e a raggiungere il traguardo, respiravo dalla parte opposta, quindi avevo ben poco da vedere o capire. Detto ciò in fase di premiazione contrariamente a quanto detto da Giuseppe D’Alessandro (dal quale mi sento profondamente ferita in quanto nelle sue parole ha esplicitamente detto che io mi sia arrogata la vittoria), sia a me che alla signorina Ilenia è stata posta una domanda su chi avesse vinto ed entrambe abbiamo risposto di non sapere nulla anche perché credo che a nessuna delle due interessasse ciò né tantomeno a mio padre, il quale ha rimesso tutto ai giudici! Ad averlo detto è stata mia madre, ma non penso che la sua opinione sia così importante! In quanto sportiva sono stata educata a non entrare nel merito delle decisioni dei giudici, e mi dispiace quindi che Giuseppe dica che io abbia affermato cose che mai sono uscite dalla mia bocca! Questa situazione e tutte le conseguenze che non sto qui per correttezza sportiva ad elencare mi hanno molto amareggiata. Dopo questa spiacevole circostanza il mio stato d’animo attuale non è dei migliori e non mi farà affrontare senza dubbio serena la prossima gara. Mi spiace che certi commenti provengano da atleti abituati a nuotare nelle acque libere e mi spiace e al contempo sorrido all’idea che si pensi che io stessa o i miei genitori abbiamo la mente ottenebrata dall'avidità di vittoria, io per prima sono una ragazza con i piedi saldi a terra. Faccio gare a mare prima di tutto per mè stessa, per divertirmi, per l’amore che sin da piccolina ho per il mare e per il piacere di trascorrere una domenica alternativa all’insegna dello sport sano. Il mio rammarico è quello di aver iniziato a nuotare solo 3 anni fa, vorrei tanto averlo potuto fare prima. Mi stupisco che in premiazione Fabio Lombardo (ricambio il saluto) non abbia visto niente di anormale, personalmente mi sembra esagerato come abbiano urlato alcune persone, mi fossi opposta a qualcosa, allora avrei anche potuto capire, ma ho accettato di buon grado le decisioni altrui e tutto questo lo devo proprio ai miei genitori, a cui sono davvero grata per l'educazione sportiva e non che mi hanno trasmesso. Mi auguro si cali il sipario su questa storia a causa della quale per motivi che, ribadisco, non cito, sto scontando una punizione che non mi si doveva attribuire, ma di questo non voglio parlare.
Saluto tutti.
Diletta Cucè
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Tutto ciò che sta accadendo mi sembra bizzarro.
Com’è bizzarra la polemica innescata da un genitore a seguito di una gara di nuoto amatoriale.
Ma mi trovo costretto a rispondere alle polemiche innescate dal genitore di un’atleta che ha preso parte al XVI Trofeo Riviera dei Ciclopi, poiché si sente defraudato di una coppa “ingiustamente a suo dire ma nello stesso tempo sancita dai Giudici” data all’atleta Zizzo invece che a sua figlia e contesta la classifica pubblicata dal Vs sito che vede appunto la Zizzo davanti la Cucè.
Anche l’allenatore della Cucè ha pubblicamente riconosciuto che la Zizzo è giunta prima della Cucè – vuoi vedere che anche il giudizio dell’allenatore è errato?
Riporto testuali parole a me riferite dal genitore della Cucè dopo la mia legittima, ho assistito all’arrivo, “deplorevole” protesta avvenuta al momento della lettura della classifica “anche all’Inghilterra hanno annullato un goal netto”, ergo taci poiché cosi i Giudici hanno stabilito.
Ricordo le lacrime della Cucè all’arrivo e la stretta di mano del genitore della stessa alla Zizzo a conferma dello spettacolare arrivo sulla figlia.
Mi sono lamentato a caldo e mai avrei innescato una simile messa in scena ma mi vedo costretto a esternare quanto non avrei voluto
- I Giudici deputati al controllo degli arrivi stavano seduti sugli scogli con le spalle appoggiate allo strapiombo e lontani dal cavo al quale erano appese le tabelle colorate da toccare non appena l’Atleta terminava la competizione e non superare la “fantomatica” linea immaginaria;
- Come si fa a parlare di millesimi di secondo se non si tocca qualcosa o se mancano braccialetti elettronici e cellule fotoelettriche? Attraverso un arrivo su di una linea immaginaria anche il rilevamento dei tempi è approssimativo, come sono approssimative le contestazioni del genitore della Cucè e le sue esternazioni;
- Agli arrivi stava l’Organizzatore della Manifestazione, e non un Ufficiale di Gara, che via via elencava i numeri degli Atleti che si succedevano;
- Il Giudice Arbitro stava sul gommone e sicuramente non poteva controllare ciò che i Giudici seduti scrivevano;
- A seguito delle mie proteste l’organizzatore ha chiamato via telefono il Giudice di Gara comunicando il macroscopico errore nella formulazione della classifica chiedendogli altresì di tenere in considerazione quanto comunicato, tant’è che prima di pubblicare ufficialmente la stessa sono trascorse due settimane, inutili, in quanto non è stata modificata una virgola;
- Mi chiedo come mai il genitore della Cucè e la stessa Atleta non protestino riguardo l’inesatto comunque ordine di arrivo, mi spiego, l’atleta Alessandro Migliore posto al quarto posto è giunto dopo la Zizzo e la stessa Cucè, quindi terza Cucè quarta Zizzo, quinto Migliore e via di seguito;
- Ho anche protestato con i giudici che mi hanno risposto, mentre mangiavano la pizza, senza guardarmi negli occhi, che quella era la classifica e nulla avrebbe potuto modificarla, come di fatto è successo, figuriamoci se dall’alto della loro prosopopea possano ammettere degli errori di trascrizione, poiché l’arrivo per chi lo ha visto, anche l’allenatore della Cucè, ripeto, lo ha confermato, è stato netto, dopo Pipia, Polizzi e Di Marco è sopraggiunta in volata la Zizzo, la Cucè e quindi Migliore e tutti gli altri.
- Pertanto ritengo ingiusta la classifica, legittima la mia protesta e onesta dal punto di vista intellettuale, non parlo di sportività poiché ritengo sterile e non veritiero il commento scritto dal genitore, in quanto chi ha assistito alla gara sa cosa si è verificato.
Ma adesso la mia attenzione la sposterei su ciò che ritengo più rilevante, che la polemica di un genitore che si sente derubato di una coppa e risentito dalla pubblicazione inesatta di una classifica, e cioè sull’organizzazione della Manifestazione e di conseguenza sull’assistenza agli Atleti
- niente spogliatoio
- niente servizi igienici
- quindi niente doccia dopo 5 e più chilometri nuotati in mare
- l’ambulanza è giunta quando più della metà degli atleti aveva tagliato il traguardo
- non commento l’assistenza in mare
- 20 euro per partecipare
Mi piacerebbe conoscere il giudizio del Giudice Arbitro sull’organizzazione della suddetta Manifestazione.
Morale della favola: “anche all’Inghilterra contro la Germania hanno negato un goal evidente”
Prof. Maurizio Lombardo